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Monthly Archives: settembre 2013

Vuota.

Mi sento totalmente vuota.

Come trascurata da un’entità superiore incaricata di distribuire la felicità.

Mai nulla di esaltante, mai nulla che dia quella carica e quell’entusiasmo di cui si ha bisogno per tirare avanti.

Solo cose che insabbiano ulteriormente il mio già scarso entusiasmo.

Pure il mio ultimo appiglio mi sta abbandonando. E’ ovvio. Perchè quando usi altre persone come appiglio, prima o poi finisce che ti lasciano cadere, o che molli tu la presa.

Mi sembra di essere circondata da persone inutili. Nessuno stimolo. Nessuno che riesca a smuovermi da questo stato d’animo di apatia.

O forse qualcuno ci sarebbe, ma sento che sta mollando la presa. Non per cattiveria, ma perchè ha altre priorità, e altre persone che ci si aggrappano che vengono prima di me in ordine d’importanza.

Perchè io alla fin fine non sono nessuno se non un nick dall’altra parte dello schermo, con qualche bella foto e qualche bella frase.

Le priorità sono altre. E a me restano solo i “forse”, i “magari un giorno” e tanti bei film mentali che probabilmente resteranno tali per sempre.

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Ma solo se fatto bene aggiungerei! 😀

Al di là del Buco

1175648_645162552169349_1208181353_nDi chi lo fa e di chi lo riceve.

Alcune serie considerazioni sull’utilità di un cunnilingua.

Innanzitutto ti mette subito a tuo agio. Tu arrivi, l’ospite mostra di apprezzarti nell’intimità, sapere che non gli fanno schifo i tuoi liquidi è un grande incentivo di rilassatezza, inoltre si può dire che l’esercizio muscolare necessario per praticarlo sia ringiovanente per il viso, contribuisce ad un rigonfiamento delle labbra meglio che se gli facessi tre iniezioni di botulino, aiuta senza dubbio la digestione e quando vedi gli effetti che un cunnilingus ha su quella donna non puoi che dire “wow” e restare lì a contemplare la potenza di cotanto godimento.

View original post 506 altre parole

Oggi la giornata era cominciata tutto sommato bene. Ho aiutato un amico ad un progetto per la sua band scrivendo un annuncio ad effetto che ha riscosso parecchi consensi. E, sebbene senza alcun tornaconto personale, mi ha fatto sentire utile e mi ha aiutato a iniziare bene la giornata. E pensare che oggi non ho sentito nemmeno il bisogno di fare il mio sonnellino pomeridiano d’obbligo.

Stasera di colpo mi ha assalito il male di vivere. Ho pensato che se istituissero il suicidio assistito sarebbe una gran bella idea. Un’idea incredibilmente altruista.

Sarà colpa dell’ennesimo sabato sera che mi si prospetta chiusa in casa, dopo un venerdì sera trascorso anch’esso chiusa in casa. Sarà colpa di un invito appena ricevuto da parte di alcune mie amiche che non vedo da tempo a trascorrere il capodanno a *nomedimetropolieuropeaqualsiasi* che mi ha cambiato così radicalmente l’umore.

Passare il capodanno con le amiche in una metropoli europea, fico no? Tutti lo fanno almeno una volta nella vita. Eppure il mio immediato istinto è stato quello di rifiutare.

A parte che a me l’idea di festeggiare il capodanno non ha mai entusiasmato, ho pensato che “son troppo stanca per queste cose” e che un viaggio del genere, sarebbe un inutile spreco di energie.

Mi sono sentita di colpo come in uno di quei film dove il personaggio, ferito a morte, decide di rassegnarsi all’idea di morire (con relativa schiera piangente al seguito che lo incita a non mollare).

“Andate voi, io resto qui”.

Paradossalmente lo “svago” mi pesa più che il dovere. D’altronde il dovere è dovere, e va fatto. Lo svago è facoltativo e allora fanculo, chi me lo fa fare?

Sono stanca.

Non esiste un paese dove concedono l’eutanasia a chi soffre di irreversibile mal di vivere?

Non riesco a non dormire dopo pranzo.

E’ più forte di me. Se sono a casa e devo studiare, non ci riesco proprio a non mettermi a letto e dormire per almeno un paio d’ore. Anche se magari al mattino ho dormito fino alle 10. E magari la sera prima sono andata a letto poco dopo la mezzanotte.

Non è questone di stanchezza. Non sono stanca. E’ questione di sconforto e di sentirsi sopraffatti, e sicuramente anche di pigrizia.

Il pomeriggio è troppo lungo, il libro è troppo noioso, e all’idea di trascorrere tutto il pomeriggio sui libri mi vien l’angoscia. Mi angoscia molto di meno l’idea di passare una notte intera sui libri. Magari cominciando alle 22 per finire alle 6 di mattina. Quello non mi angoscia per niente, anzi.

Qualcuno potrebbe dirmi: vai a fare un giro e poi ti rimetti sui libri. Oppure: studi ora fino chessò alle 17:30 e poi vai a farti una corsa. Ma non è così che funziona. E immancabilmente finisce che non studio e nemmeno corro.

Ho capito che non funziono ad orari regolari. Con programmi ben precisi e scanditi. Forse perchè in passato ne ho fatti fin troppi, che per la maggior parte non venivano rispettati e per questo ho perso fiducia nella programmazione del tempo.

Spesso mi metto a dormire anche se non ho sonno e non mi sento stanca (come probabilmente farò dopo aver finito di scrivere questo post). Mi metto a letto e i pensieri vagano. Inizio film mentali da oscar e prima ancora di arrivare alla fine del primo tempo crollo nel sonno. Mi risveglio dopo circa un paio d’ore MOOOLTO più rimbambita e stanca di prima e con una fame da lupi. Mangio qualcosa a caso e mi rimetto svogliatamente sui libri a intervalli di 25-30 minuti fino a ora di cena. E se mi viene un attacco di buona volontà continuo anche dopo cena.

Ultimamente non riesco a fare altrimenti. E dirmi semplicemente “Da domani cambio”, non funziona mai.

Sono senza speranze. 😦

E’ da un pò che mi frulla per la testa. Da più di un anno ormai, o almeno credo.

Si, insomma stavo pensando che adoro e invidio tantissimo il fisico delle bodybuilder categoria Bikini.

Ne ho scoperto l’esistenza per puro caso. Stavo cercando motivazione a zonzo su internet per la mia perenne battaglia contro la bilancia, quando mi sono imbattuta in questa realtà e mi si è aperto un mondo.

Tuttavia ogni volta che ho fatto vedere con i più svariati pretesti (senza mai confessare che anche io vorrei essere così) a persone di mia conoscenza, i commenti sono stati principalmente: “bleeee, ma sembrano uomini!” o “bleeee, troppi muscoli!! Han perso totalmente la femminilità!” o “Si vabè, son tutte rifatte” (quando il più delle volte l’unica cosa rifatta è il seno, ma è ovvio visto che quando si riduce al minimo la massa grassa di solito è il primo ad andarsene). Ma d’altronde la gente ama la mediocrità, è risaputo.

C’è da dire che il loro stile di vita è da pazzi. Soprattutto in periodo di “contest-prep”, cioè i mesi di preparazione che precedono una gara. Le vedi lì tutte belle, fighe, tirate da stragnocche che sembrano essere appena uscite da un party in discoteca e non ci pensi che dietro c’è un lavoro di preparazione degno di un atleta olimpico.

E nelle mie condizioni fisiche e mentali sarebbe un’impresa titanica. (come se già di per sè fosse facile, no??)

Però almeno una volta nella mia vita voglio provarci. Voglio provare ad avvicinarmi il più possibile (nei miei limiti fisici, mentali e genetici) ad avere un fisico del genere. E visto che gli anni passano, e con l’avanzare dell’età l’aspettativa di risultato si riduce, QUI BISOGNA MUOVERSIIIII!!!

Allego foto Esemplificative.

Un before-after trovato su internet (non conosco il nome dell’atleta)

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B-side della bellissima Ingrid Romero

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E per la serie “c’è speranza anche dopo i 30”, questa ragazza aveva all’epoca la bellezza di 39 anni! (Non che ora sia da meno…)

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Andrei avanti volentieri fino all’infinito, visto che a guardar ste foto mi ci perdo via per ore, ma credo di aver reso il concetto. 😉

Finalmente ho trovato una stanza nella Big City.

Meglio di quanto sperassi dato che trovare una stanza decente a massimo mezz’ora di strada dall’università a un prezzo abbordabile sembrava essere una missione impossibile.

Invece oggi l’ho trovata. Andrò a vivere con un ragazzo e una ragazza di identità ignota e il padrone di casa che entrerà e uscirà saltuariamente, in un’area non centralissima ma comunque molto comoda per l’università.

Due bagni, salotto, cucina abbastanza spaziosa, balcone. Insomma c’è tutto quello che serve.

Il prezzo è leggermente superiore al mio budget di partenza ma d’altronde non si può avere tutto nella vita.

La mia sempre presente compagna di vita D. al momento si è fatta da parte, anche se so che è sempre lì in agguato malgrado le montagne di pasticche che ingoio ogni sera. Però la stanchezza si è presa tutta la mia mattinata.

Non oso lamentarmi. Quantomeno oggi ho concluso qualcosa di importante.

Attendo con ansia i risultati dei due esami impossibili che usciranno verso la fine della settimana prossima. Spero di averne passato almeno uno, anche se la vedo dura.

Cià.

Il titolo già dice tutto. Odio arrossire.
Quando mi succede mi sento una stupida preadolescente, con la piccola 
differenza che la preadolescenza l'ho già superata da parecchi anni. 
E se a quell'età arrossire era una cosa “normale”, alla mia età è 
solo da patetici sfigati.
Arrossisco nei momenti meno opportuni.
Devo parlare davanti agli altri: Arrossisco.
Devo intervenire per chiedere a un docente un chiarimento durante una 
lezione: Arrossisco.
Vengo interpellata in classe: Arrossisco.
Incontro qualcuno di inaspettato: Arrossisco.
A volte anche con persone qualsiasi in momenti qualsiasi senza una 
logica ben precisa Arrossisco.
Senza contare che a volte ti capitano pure simpaticissime persone che 
con GRANDISSIMO TATTO te lo rimarcano. E non fanno che peggiorare la 
situazione.
Certo, a volte effettivamente si arrossisce in situazione che 
provocano imbarazzo. Ma a volte è totalmente immotivato.
Così, di punto in bianco sento il una vampata di calore inondarmi il 
viso e il collo.
E piu mi accorgo che sto arrossendo peggio è. Penso che sto 
arrossendo e arrossisco ancora di più.
E poi anche se fossi imbarazzata, l'ultima cosa che vorrei al mondo è 
che si vedesse dall'esterno, e invece puff faccia bordeaux! Non è 
giusto!
Gli altri non hanno il diritto di sapere che sono in imbarazzo 
amenochè io non decida espressamente di dirglielo.
Ho letto (no, non è vero, in realtà l'ho visto in Grey's Anatomy) che 
esiste addirittura un'operazione chirurgica per impedire che ciò 
accada. Il punto è che quest'operazione ha controindicazioni ben 
peggiori quindi non mi sembra proprio il caso di sottopormici.
Ad ogni modo arrossire fa schifo.
Punto.