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Monthly Archives: novembre 2013

Sto cercando di rimettere insieme la mia autostima ridotta a tanti piccoli pezzettini. Se mai è stata integra e se mai ne ho avuta una.

Il confronto con gli altri e la costante sensazione di “non essere all’altezza” mi perseguitano.

Tra l’altro prossimamente dovrò affrontare una situazione nei cui confronti ho proprio questo terrore. Quello di non essere all’altezza delle aspettative. Di fare una figura di merda. Di non lasciare il segno in senso positivo.

Quando penso a ciò che mi aspetta mi sento come un adolescente con l’ansia da prestazione.

Sono mesi che aspetto di incontrare questa persona. E sono mesi che tiro avanti in attesa di questo momento. Diciamo pure che, senza esagerare, questo momento ormai è diventato una ragione di “vita”. Anche se il tempo per prepararmi all’occasione è sempre troppo poco. E diminuisce ad ogni istante che passa.

Prima o poi troverò il coraggio di scriverne più dettagliatamente.

Ma in questo momento mi sento così patetica. Apparentemente si tratta di una cazzata, ma io ne sto facendo un caso di importanza capitale.

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Oggi ero partita bene.

Mi sono alzata a 7.45, sono andata a lezione, mi son fermata a studiare per un’ora in biblioteca, e ho fatto tutto quello che avevo in programma di fare per la mattinata.

Poi sono arrivata a casa, mi son preparata il pranzo e ho mangiato, ho bevuto il solito thè nero di rito e visto che mi era salito l’abbiocchino sono andata a dormire. Ho piazzato la sveglia un’ora dopo xkè sarei dovuta andare a lezione. Dopo un’ora è suonata la sveglia. Mi sono alzata, sono andata a fare la pipì e ho realizzato che non avevo assolutamente voglia di andare a lezione causa sonno e freddo. Ma perchè in questa casa fa ancora così freddo??

Così senza pensarci troppo su, ho imbastito un paio di scuse da raccontare a me stessa riguardo al chiedere gli appunti la prossima lezione o andare a vedere le parti mancanti in biblioteca dal testo per non frequentanti e me ne sono tornata a letto. E ho dormito per un’altra ora tonda tonda.

Al risveglio, ovviamente, ero carica di sensi di colpa, di senso di stanchezza e demotivazione. Mi è addirittura venuta una mezza idea di saltare anche la palestra, perchè è così che funziona: è come il gioco del domino. Se ti salta una tesserina, il senso di colpa ti fa saltare anche quelle dopo.

Tra l’altro sono in sbatta. Oggi è il quarto giorno che non Lo sento e mi sto sentendo esattamente come il dr. House quando aveva provato a disintossicarsi dal Vicodin.

Dev’esserci in atto una specie di tacita gara tra di noi che si chiama “vediamo chi riesce a resistere più a lungo senza scrivere all’altro”. E il termine che mi sono prefissata è venerdì mattina. Se non mi scrive Lui prima, io non gli scriverò se non venerdì mattina. Quando sarà passata esattamente una settimana.

Intanto però il mio pensiero è sempre là fisso. Non si stacca.

Tipo ossessione.

Ora cercherò di alzare il culo dal letto e andare in palestra… Speriamo in bene!

Buon fine lunedì a tutti 🙂