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Monthly Archives: maggio 2014

Da quando mi frequento con A. mi sento in preda all’autosvalutazione e non so come mai.

In confronto a lui mi sento inutile e la mia vita sembra incredibilmente piatta. Non so come mai.

Lui fa sembrare tutto così figo. Lo odio. Mentre io mi sento sempre più inutile e patetica.

E’ così strano. Da un lato sono felice di avere questa specie di relazione con lui. Mi piace tantissimo e solo ora mi rendo conto che probabilmente lui è tutto ciò che ho sempre voluto.

Poi lui, nonostante i suoi trascorsi da sciupafemmine, non si comporta da stronzo. Anzi è adorabile. Dolce ma non sdolcinato. Si insomma sembra essere perfetto per me.

Dimostra di tenerci, ma NON E’ ASSOLUTAMENTE uno di quelli che ti mettono in imbarazzo vomitandoti addosso i loro sentimenti (più che altro frutto dell’entusiasmo del momento) tempestandoti di frasi fatte che non significano niente a cui non sai mai come rispondere.

Insomma adoro il suo modo di essere. Da questo punto di vista sembra fatto apposta per me e per la prima volta mi sento a mio agio.

Però si torna al punto di partenza. Perchè nonostante tutto questo, io mi sento così?

A volte mi sembra di esser bipolare. In alcuni momenti mi sciolgo pensando a quello che ci scriviamo, a quando ci siamo visti, a quando ci rivedremo, etc… mentre in altri momenti mi sento attanagliata dall’angoscia.

Lui è convinto che io sia in ansia per il fatto che tendenzialmente sono abbastanza restia ad impegnarmi con una persona e il nostro rapporto, al contrario di ogni previsione, si sta facendo serio. Ma no. Il motivo non è questo. O almeno questo passa in decimo piano.

Sono angosciata perchè mi sento svalutata. A volte più che una relazione mi sembra una gara. Forse anche a causa dei nostri lunghi trascorsi da semplici amici virtuali in cui scherzosamente ci si prendeva in giro in continuazione.

Si può essere invidiosi di qualcuno che consideri (e che si considera) tuo?

Vivo nella costante paura che perda interesse nei miei confronti. Perchè d’altronde io non sono niente d’interessante. Si ok, sembra che fisicamente io gli piaccia (anche se magari non sono schelettrica come piacciono a lui). E il sesso è davvero grandioso. Ma basterà? Col tempo gli basterà?

A volte penso che se dopo anni che siamo andati avanti a scriverci con una certa assiduità senza vederci di persona non si era stufato di sentirmi allora probabilmente non succederà nemmeno ora che ci vediamo ed è subentrata anche la componente fisica (e CHE componente fisica, aggiungerei…). Però non so. Ho sempre questa sensazione di non essere all’altezza. E lui per un attimo se n’era anche accorto dopo che il primo weekend che ha trascorso da me gli ho chiesto se si fosse trovato bene con me e non si fosse annoiato dato che a volte ho momenti in cui tendo a chiudermi in me stessa e non son sempre allegra ed estroversa. Al chè mi ha risposto stupito “perchè mi chiedi questo? Non devi sforzarti di essere diversa da quello che sei per piacere a me.”

E in effetti aveva ragione.

E in effetti è stato anche molto carino a puntualizzare una cosa del genere.

E in effetti forse in quel momento ha captato la mia insicurezza perchè di punto in bianco mi ha detto che “a quanto pare io ero convinta che lui fosse uno stronzo. Altrimenti una cosa simile non gliel’avrei mai chiesta”. Ma qui il problema sono io, non è lui.

Non è lui ad essere stronzo. Sono io che mi sento inadeguata.

Lui fa mille cose e ha mille interessi. Io invece ho malapena l’energia per star dietro alle cose di ordinaria amministrazione.

Io mi aggrappo a lui con tutte le mie forze. Ma al contempo son consapevole del fatto che non devo fargli sentire addosso il mio peso. Voglio che stia bene, non voglio che senta la responsabilità e il peso di me che mi aggrappo a lui.

Non è facile. E non so per quanto ancora durerò prima di crollare.

Questa situazione mi sta provocando frequenti crisi di ansia e attacchi di pianto incontrollato. Fortunatamente è primavera e posso dare la colpa dei miei occhi rossi all’allergia.

Non so come fare.

Non so se la cosa prima o poi si aggiusterà.

A volte mi sento incredibilmente fuori posto. Ma qual è veramente il mio posto?

P.s. Qui ci starebbe perfettamente la canzone “Creep” dei Radiohead. Ma dato che l’ho già postata e non voglio esser ripetitiva, fate come se l’avessi postata e, se volete sentirla, scorrete al post precedente. 😉

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Stanca.

Mi sento trascinare verso il basso risucchiata da una forza di gravità che su di me agisce il doppio del normale.

Mi imbottisco di roba chimica per riuscire ad avere una vita normale. Per non dovermi sentire inferiore. Ma spesso non è sufficiente.

I ritmi che ha assunto il mondo occidentale ci violentano. E io che sono più debole ne vengo praticamente schiacciata.

Vorrei farmi del male. Vorrei tagliarmi o graffiarmi la pelle.

La gente non capisce come sto. Mi incitano a tener duro, mi incitano a resistere. Ma non sanno minimamente cosa voglia dire stare così.

Mi fanno sentire una scansafatiche fannullona. Non hanno idea del peso che mi devo portar dietro ogni giorno.

Un giorno mi vedranno crollare davanti ai loro occhi e capiranno l’entità della situazione.