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Arriva un momento nel corso della vita in cui ti accorgi, senza sapere come sia successo, di aver disimparato a vivere. Di aver dimenticato completamente i fondamenti di come si sta al mondo.

Ti senti come un bambino a cui hanno appena tolto le rotelline laterali della bicicletta.

Ti guardi attorno e vedi/senti gente che si affanna rincorrendo “cose”. Cose di cui tu, per quanto ti sforzi, proprio non riesci a vedere l’utilità. Ti sembrano tutti dei pazzi. Ma il vero pazzo in realtà sei tu. O almeno così sembra.

Allora decidi di adeguarti. Di fingere davanti agli altri che anche tu stai rincorrendo qualcosa. E quando la gente ti chiede informazioni su questo “qualcosa” rimani sul vago. “Sai… Faccio cose… Vedo gente…” ma senza fornire troppi dettagli. Anche perchè è impossibile fornire dettagli di qualcosa che non esiste.

Poi però quando gli altri non vedono ti fermi, dormi, rifletti, tiri il fiato, escogiti nuovi modi per portare avanti in modo credibile questa finzione e soprattutto ti chiedi cos’hai fatto di male nella tua vita precedente per esserti meritata un tale ruolo da outsider.

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One Comment

  1. scorgendo un po’ della tua vita vera non so come tu sia in realtà … che cosa consideri bene, male. Cosa consideri desiderabile. Se tu derida alcune cose per volontà, per posa, per conformismo.

    Per cui lascio perdere, ti dico la mia. Serve? Non serve? Boh 🙂
    Non so se sbaglio, ma se non sto sbagliando, siamo di fronte al classico “perché siamo qui”. E insomma, dato che non sei stupida e che quindi non mi sembri credente … sai da te che non c’è un motivo. Per cui… siamo qui e basta. Se vuoi il nostro scopo come specie, utile da ricordare, è perpetuarci. La sopravvivenza, in sé, è il nostro scopo, il nostro fine. Produrre altri esseri sopravviventi della nostra stessa specie.
    Dato che, catastrofi planetarie – da noi stessi prodotte – non mi pare siamo una specie (continuo a chiedermi “ma con la i o senza?”) a rischio … la cosa mi interessa tanto quanto un programma rai mattutino.
    Un tipo che conosco però dice : si ma tanto siamo qui.
    E per quanto sembri una cazzata… invece riassume bene.
    Dato che siamo qui, tanto vale cercare di sfangarla nel modo migliore possibile. Qual’è il tuo modo migliore possibile? Cosa ti garantisce di ottenere quel modo ogni giorno? Sono gli altri? Allora non stai lavorando per quel tuo modo migliore: prima o poi questa garanzia verrà meno e tu avrai solamente un modo peggiore. Solo quello. Non che oggi sia spasso e divertimento … ma diciamo che puoi permetterti di fare un sacco di cose che altri si sognano. E non parlo del Camerun, ma del tuo vicino di casa.

    Ora io per esempio ho lavorato per quasi vent’anni in un posto di merda. I miei sono prossimi alla morte. Mio fratello e mia sorella sono disoccupati. Chi si curerà di me?
    Non riesco in alcun modo a procurarmi un modo per suicidarmi in modo infallibile, rapido ed indolore. Forse non sono abbastanza determinato in questo, ma diciamo che mi pare che metodi e conoscenze appartengano più ad un criminale … e io mi devo far spiegare anche come si fanno le truffe più stupide: non ci sono tanto portato. Sono abbastanza onesto direi. Persino … una brava persona. Mi piace pensarlo. Anche se forse per qualcuno sono un pervertito (sesso) per un sacco di gente sono uno che desidera il bene degli altri… e questo mi sembra più vero di quanto non pensino i bacchettoni che si scandalizzano per l’ingestione di sperma più che per le percosse.

    E alura? E alura ORA non sto facendo un lavoro di merda. Sto guadagnando come un lustrascarpe, ma la mia prospettiva, il mio obbiettivo, è di continuare a fare questo, ma guadagnare dignitosamente. Perché quello che faccio non mi dispiace affatto. Non sono che il solito mediocre, sia ben inteso: non sono un artista e non sono nemmeno il migliore dei professionisti – tecnicamente parlando. Cerco di sfangarla… ma mi permetto di rifiutare il mondo dell’industria classico. A me non pare male. Mi piacerebbe potermi permettere anche di studiare all’università tutte quelle materie che terminano in “-ia” per il puro piacere di sapere.
    Per ora invece cerco di combattere in una stanza contro me stesso. Di fare, fare ancora, cercare di non darmi troppo della merda, di produrre invece che cestinare … dormo TANTISSIMO (troppo forse) … e non riesco in alcun modo a farmi piacere il cazzo di modo di “divertirsi” che non ho mai apprezzato e che tutt’ora mi lascia annoiato, dei “giovani”. Ero vecchio anche allora? Non sono mai entrato in un locale con uno scopo differente da quello di scopare, prima o poi. Ma tra quello e altro … ho sempre preferito conoscere profondamente le persone, aborrendo i gruppi, che non fanno che far starnazzare ad alta voce chiunque per emergere. Senza far realmente emergere altro che guano.
    Per cui in effetti me ne sto parecchio per conto mio, magari meditando di andarmene a puttane e sapendo che dovendo pagare invece mi sentirei umiliato io per primo.
    Per cui mi servo del mio lavoro per scambiare vita con persone che mi danno il meglio del meglio. Chiacchieriamo molto, con tutti quanti. Conosco ragazzine super-suore, super-troie, mamme e papà, milf e tardone inguaribili, vecchi e vecchie splendidi, uomini e donne interessantissimi, tutti con una storia, tutti con problemi, aspirazioni, qualcosa da spremere fuori di interessante, da imparare. Perché io sono limitato. Io finisco subito: quando ti svuoto addosso tutta la mia vita, poi non c’è altro. Non è poco, ma comunque finisce. E non conosco una donna (uomini si, loro se ne fottono) che non voglia una novità, subito dopo.
    Per cui ecco qua. Mi arrabatto a leccare vite come ghiaccioli colorati. Offro il mio punto di vista, scambio conoscenza (se interessa), faccio un lavoro e cerco di riuscire nella sopravvivenza. Ma lo faccio SOLO ed esclusivamente vivendo, perché un certo tipo di mondo l’ho già vissuto … e mi fa vomitare e tremare solo pensarci. So cosa non è desiderabile per me.

    E poi ho una gran fortuna, come diceva quello … non ho memoria. Per me molte cose sono sempre nuove 🙂

    C’entrava?


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