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Il mondo va avanti

La vita va avanti

Lui va avanti (il problema nemmeno si poneva)

Le persone deluse e tristi vanno avanti

Allora perchè io non riesco ad andare avanti?

Perchè NON RIESCO a passare oltre e con la testa son sempre ossessivamente lì?

Mi viene in mente l’episodio di True Blood in cui Hoyt si fa ammaliare dalla vampira Jessica affinchè gli cancelli dalla mente tutti i ricordi lei e di Jason. A volte vorrei che questo potere esistesse davvero. Assoldare un vampiro che mi fissi negli occhi e mi dica “tu non hai mai conosciuto A., non siete mai stati amici, e non avete mai avuto una storia. Semplicemente lui non esiste, ora è uno sconosciuto qualunque”.

Perchè per come si è comportato lui ormai per me non dovrebbe nemmeno esistere. Per me lui dovrebbe essere MORTO.

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Sto male sto male sto male.

Mille pensieri terribili attanagliano la mia mente e non riesco a liberarmene.

Lui non ne vuol più sapere di me, in ogni senso e in ogni caso.

E non ho fatto nulla per meritarmelo.

La mia vita fa schifo. Ho perso ogni motivazione e ogni interesse e in ogni momento mi sembra di star buttando via tempo prezioso.

Sentimenti di autosvalutazione a mille. Ansia. Pianto. Non riesco a controllarmi.

Vorrei uscire ma ho paura di uscire di casa perchè non vorrei avere una crisi in mezzo alla gente.

Non so cosa fare, non so dove andare, non so cosa voglio essere.

Ho perso la bussola. Ho perso il terreno sotto ai piedi. Ho perso tutto.

Mi sento inutile. Sono inutile.

Credo che se davvero esiste un inferno, io il mio lo sto già scontando ora.

Mi ha buttato via come un sacco di spazzatura. A quanto pare sono davvero spazzatura.

Non so come/quando riuscirò a uscirne, al momento mi sembra impossibile.

You were from a perfect world
A world that threw me away today
Today, today, to run away

Da quando mi frequento con A. mi sento in preda all’autosvalutazione e non so come mai.

In confronto a lui mi sento inutile e la mia vita sembra incredibilmente piatta. Non so come mai.

Lui fa sembrare tutto così figo. Lo odio. Mentre io mi sento sempre più inutile e patetica.

E’ così strano. Da un lato sono felice di avere questa specie di relazione con lui. Mi piace tantissimo e solo ora mi rendo conto che probabilmente lui è tutto ciò che ho sempre voluto.

Poi lui, nonostante i suoi trascorsi da sciupafemmine, non si comporta da stronzo. Anzi è adorabile. Dolce ma non sdolcinato. Si insomma sembra essere perfetto per me.

Dimostra di tenerci, ma NON E’ ASSOLUTAMENTE uno di quelli che ti mettono in imbarazzo vomitandoti addosso i loro sentimenti (più che altro frutto dell’entusiasmo del momento) tempestandoti di frasi fatte che non significano niente a cui non sai mai come rispondere.

Insomma adoro il suo modo di essere. Da questo punto di vista sembra fatto apposta per me e per la prima volta mi sento a mio agio.

Però si torna al punto di partenza. Perchè nonostante tutto questo, io mi sento così?

A volte mi sembra di esser bipolare. In alcuni momenti mi sciolgo pensando a quello che ci scriviamo, a quando ci siamo visti, a quando ci rivedremo, etc… mentre in altri momenti mi sento attanagliata dall’angoscia.

Lui è convinto che io sia in ansia per il fatto che tendenzialmente sono abbastanza restia ad impegnarmi con una persona e il nostro rapporto, al contrario di ogni previsione, si sta facendo serio. Ma no. Il motivo non è questo. O almeno questo passa in decimo piano.

Sono angosciata perchè mi sento svalutata. A volte più che una relazione mi sembra una gara. Forse anche a causa dei nostri lunghi trascorsi da semplici amici virtuali in cui scherzosamente ci si prendeva in giro in continuazione.

Si può essere invidiosi di qualcuno che consideri (e che si considera) tuo?

Vivo nella costante paura che perda interesse nei miei confronti. Perchè d’altronde io non sono niente d’interessante. Si ok, sembra che fisicamente io gli piaccia (anche se magari non sono schelettrica come piacciono a lui). E il sesso è davvero grandioso. Ma basterà? Col tempo gli basterà?

A volte penso che se dopo anni che siamo andati avanti a scriverci con una certa assiduità senza vederci di persona non si era stufato di sentirmi allora probabilmente non succederà nemmeno ora che ci vediamo ed è subentrata anche la componente fisica (e CHE componente fisica, aggiungerei…). Però non so. Ho sempre questa sensazione di non essere all’altezza. E lui per un attimo se n’era anche accorto dopo che il primo weekend che ha trascorso da me gli ho chiesto se si fosse trovato bene con me e non si fosse annoiato dato che a volte ho momenti in cui tendo a chiudermi in me stessa e non son sempre allegra ed estroversa. Al chè mi ha risposto stupito “perchè mi chiedi questo? Non devi sforzarti di essere diversa da quello che sei per piacere a me.”

E in effetti aveva ragione.

E in effetti è stato anche molto carino a puntualizzare una cosa del genere.

E in effetti forse in quel momento ha captato la mia insicurezza perchè di punto in bianco mi ha detto che “a quanto pare io ero convinta che lui fosse uno stronzo. Altrimenti una cosa simile non gliel’avrei mai chiesta”. Ma qui il problema sono io, non è lui.

Non è lui ad essere stronzo. Sono io che mi sento inadeguata.

Lui fa mille cose e ha mille interessi. Io invece ho malapena l’energia per star dietro alle cose di ordinaria amministrazione.

Io mi aggrappo a lui con tutte le mie forze. Ma al contempo son consapevole del fatto che non devo fargli sentire addosso il mio peso. Voglio che stia bene, non voglio che senta la responsabilità e il peso di me che mi aggrappo a lui.

Non è facile. E non so per quanto ancora durerò prima di crollare.

Questa situazione mi sta provocando frequenti crisi di ansia e attacchi di pianto incontrollato. Fortunatamente è primavera e posso dare la colpa dei miei occhi rossi all’allergia.

Non so come fare.

Non so se la cosa prima o poi si aggiusterà.

A volte mi sento incredibilmente fuori posto. Ma qual è veramente il mio posto?

P.s. Qui ci starebbe perfettamente la canzone “Creep” dei Radiohead. Ma dato che l’ho già postata e non voglio esser ripetitiva, fate come se l’avessi postata e, se volete sentirla, scorrete al post precedente. 😉

Stanca.

Mi sento trascinare verso il basso risucchiata da una forza di gravità che su di me agisce il doppio del normale.

Mi imbottisco di roba chimica per riuscire ad avere una vita normale. Per non dovermi sentire inferiore. Ma spesso non è sufficiente.

I ritmi che ha assunto il mondo occidentale ci violentano. E io che sono più debole ne vengo praticamente schiacciata.

Vorrei farmi del male. Vorrei tagliarmi o graffiarmi la pelle.

La gente non capisce come sto. Mi incitano a tener duro, mi incitano a resistere. Ma non sanno minimamente cosa voglia dire stare così.

Mi fanno sentire una scansafatiche fannullona. Non hanno idea del peso che mi devo portar dietro ogni giorno.

Un giorno mi vedranno crollare davanti ai loro occhi e capiranno l’entità della situazione.

Sto cercando di rimettere insieme la mia autostima ridotta a tanti piccoli pezzettini. Se mai è stata integra e se mai ne ho avuta una.

Il confronto con gli altri e la costante sensazione di “non essere all’altezza” mi perseguitano.

Tra l’altro prossimamente dovrò affrontare una situazione nei cui confronti ho proprio questo terrore. Quello di non essere all’altezza delle aspettative. Di fare una figura di merda. Di non lasciare il segno in senso positivo.

Quando penso a ciò che mi aspetta mi sento come un adolescente con l’ansia da prestazione.

Sono mesi che aspetto di incontrare questa persona. E sono mesi che tiro avanti in attesa di questo momento. Diciamo pure che, senza esagerare, questo momento ormai è diventato una ragione di “vita”. Anche se il tempo per prepararmi all’occasione è sempre troppo poco. E diminuisce ad ogni istante che passa.

Prima o poi troverò il coraggio di scriverne più dettagliatamente.

Ma in questo momento mi sento così patetica. Apparentemente si tratta di una cazzata, ma io ne sto facendo un caso di importanza capitale.

Oggi ero partita bene.

Mi sono alzata a 7.45, sono andata a lezione, mi son fermata a studiare per un’ora in biblioteca, e ho fatto tutto quello che avevo in programma di fare per la mattinata.

Poi sono arrivata a casa, mi son preparata il pranzo e ho mangiato, ho bevuto il solito thè nero di rito e visto che mi era salito l’abbiocchino sono andata a dormire. Ho piazzato la sveglia un’ora dopo xkè sarei dovuta andare a lezione. Dopo un’ora è suonata la sveglia. Mi sono alzata, sono andata a fare la pipì e ho realizzato che non avevo assolutamente voglia di andare a lezione causa sonno e freddo. Ma perchè in questa casa fa ancora così freddo??

Così senza pensarci troppo su, ho imbastito un paio di scuse da raccontare a me stessa riguardo al chiedere gli appunti la prossima lezione o andare a vedere le parti mancanti in biblioteca dal testo per non frequentanti e me ne sono tornata a letto. E ho dormito per un’altra ora tonda tonda.

Al risveglio, ovviamente, ero carica di sensi di colpa, di senso di stanchezza e demotivazione. Mi è addirittura venuta una mezza idea di saltare anche la palestra, perchè è così che funziona: è come il gioco del domino. Se ti salta una tesserina, il senso di colpa ti fa saltare anche quelle dopo.

Tra l’altro sono in sbatta. Oggi è il quarto giorno che non Lo sento e mi sto sentendo esattamente come il dr. House quando aveva provato a disintossicarsi dal Vicodin.

Dev’esserci in atto una specie di tacita gara tra di noi che si chiama “vediamo chi riesce a resistere più a lungo senza scrivere all’altro”. E il termine che mi sono prefissata è venerdì mattina. Se non mi scrive Lui prima, io non gli scriverò se non venerdì mattina. Quando sarà passata esattamente una settimana.

Intanto però il mio pensiero è sempre là fisso. Non si stacca.

Tipo ossessione.

Ora cercherò di alzare il culo dal letto e andare in palestra… Speriamo in bene!

Buon fine lunedì a tutti 🙂

Finalmente un post con un tono un pò diverso. Così almeno non potete dire che scrivo qui solo per lamentarmi delle mie sciagure.

Come dice il titolo, va molto meglio. La mia vecchia compagna di vita D, che prima era sempre e incessantemente presente, ora me la sono perfino quasi dimenticata.

Sarà grazie al trasferimento, sarà grazie al fatto che ho trovato degli ottimi coinquilini, sarà il fatto che non vivo più “da sola”. In realtà nemmeno prima vivevo da sola, ma vivere con qualcuno che proviene da un pianeta totalmente diverso rispetto al tuo è perfino peggio.

O forse sarà anche grazie all’illusione che potenzialmente ora posso fare tutto quello che voglio. Anche se poi all’ atto pratico faccio tutto quello che facevo prima.

Ora è come se vivessi nella famiglia bellissima che non ho mai avuto. Gente che si interessa a te ma non ti rompe il cazzo. Gente che c’è nel momento del bisogno ma non ti impone regole assurde. Solo quelle del vivere civile.

La stanchezza invece è sempre presente, forse perfino un po più di prima. Tant’è vero che mi hanno già inquadrata come la dormigliona della casa 😀 Per fortuna anche gli altri sono dei caffeinomani e son sempre pronti ad allungarmi una tazzina di caffè al primo sbadiglio…

Per ora sembra incredibile ma la mia situazione è completamente cambiata.

Comunque eviterò di cantar troppo vittoria perchè come si dice: “se sei felice non urlarlo troppo forte, perchè la tristezza ha il sonno leggero”.

Chissà se questa situazione sarà permanente o solo una fase momentanea… Io spero vivamente la prima! 🙂

Vuota.

Mi sento totalmente vuota.

Come trascurata da un’entità superiore incaricata di distribuire la felicità.

Mai nulla di esaltante, mai nulla che dia quella carica e quell’entusiasmo di cui si ha bisogno per tirare avanti.

Solo cose che insabbiano ulteriormente il mio già scarso entusiasmo.

Pure il mio ultimo appiglio mi sta abbandonando. E’ ovvio. Perchè quando usi altre persone come appiglio, prima o poi finisce che ti lasciano cadere, o che molli tu la presa.

Mi sembra di essere circondata da persone inutili. Nessuno stimolo. Nessuno che riesca a smuovermi da questo stato d’animo di apatia.

O forse qualcuno ci sarebbe, ma sento che sta mollando la presa. Non per cattiveria, ma perchè ha altre priorità, e altre persone che ci si aggrappano che vengono prima di me in ordine d’importanza.

Perchè io alla fin fine non sono nessuno se non un nick dall’altra parte dello schermo, con qualche bella foto e qualche bella frase.

Le priorità sono altre. E a me restano solo i “forse”, i “magari un giorno” e tanti bei film mentali che probabilmente resteranno tali per sempre.

Ma solo se fatto bene aggiungerei! 😀

Al di là del Buco

1175648_645162552169349_1208181353_nDi chi lo fa e di chi lo riceve.

Alcune serie considerazioni sull’utilità di un cunnilingua.

Innanzitutto ti mette subito a tuo agio. Tu arrivi, l’ospite mostra di apprezzarti nell’intimità, sapere che non gli fanno schifo i tuoi liquidi è un grande incentivo di rilassatezza, inoltre si può dire che l’esercizio muscolare necessario per praticarlo sia ringiovanente per il viso, contribuisce ad un rigonfiamento delle labbra meglio che se gli facessi tre iniezioni di botulino, aiuta senza dubbio la digestione e quando vedi gli effetti che un cunnilingus ha su quella donna non puoi che dire “wow” e restare lì a contemplare la potenza di cotanto godimento.

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Oggi la giornata era cominciata tutto sommato bene. Ho aiutato un amico ad un progetto per la sua band scrivendo un annuncio ad effetto che ha riscosso parecchi consensi. E, sebbene senza alcun tornaconto personale, mi ha fatto sentire utile e mi ha aiutato a iniziare bene la giornata. E pensare che oggi non ho sentito nemmeno il bisogno di fare il mio sonnellino pomeridiano d’obbligo.

Stasera di colpo mi ha assalito il male di vivere. Ho pensato che se istituissero il suicidio assistito sarebbe una gran bella idea. Un’idea incredibilmente altruista.

Sarà colpa dell’ennesimo sabato sera che mi si prospetta chiusa in casa, dopo un venerdì sera trascorso anch’esso chiusa in casa. Sarà colpa di un invito appena ricevuto da parte di alcune mie amiche che non vedo da tempo a trascorrere il capodanno a *nomedimetropolieuropeaqualsiasi* che mi ha cambiato così radicalmente l’umore.

Passare il capodanno con le amiche in una metropoli europea, fico no? Tutti lo fanno almeno una volta nella vita. Eppure il mio immediato istinto è stato quello di rifiutare.

A parte che a me l’idea di festeggiare il capodanno non ha mai entusiasmato, ho pensato che “son troppo stanca per queste cose” e che un viaggio del genere, sarebbe un inutile spreco di energie.

Mi sono sentita di colpo come in uno di quei film dove il personaggio, ferito a morte, decide di rassegnarsi all’idea di morire (con relativa schiera piangente al seguito che lo incita a non mollare).

“Andate voi, io resto qui”.

Paradossalmente lo “svago” mi pesa più che il dovere. D’altronde il dovere è dovere, e va fatto. Lo svago è facoltativo e allora fanculo, chi me lo fa fare?

Sono stanca.

Non esiste un paese dove concedono l’eutanasia a chi soffre di irreversibile mal di vivere?