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Tag Archives: depressione

Arriva un momento nel corso della vita in cui ti accorgi, senza sapere come sia successo, di aver disimparato a vivere. Di aver dimenticato completamente i fondamenti di come si sta al mondo.

Ti senti come un bambino a cui hanno appena tolto le rotelline laterali della bicicletta.

Ti guardi attorno e vedi/senti gente che si affanna rincorrendo “cose”. Cose di cui tu, per quanto ti sforzi, proprio non riesci a vedere l’utilità. Ti sembrano tutti dei pazzi. Ma il vero pazzo in realtà sei tu. O almeno così sembra.

Allora decidi di adeguarti. Di fingere davanti agli altri che anche tu stai rincorrendo qualcosa. E quando la gente ti chiede informazioni su questo “qualcosa” rimani sul vago. “Sai… Faccio cose… Vedo gente…” ma senza fornire troppi dettagli. Anche perchè è impossibile fornire dettagli di qualcosa che non esiste.

Poi però quando gli altri non vedono ti fermi, dormi, rifletti, tiri il fiato, escogiti nuovi modi per portare avanti in modo credibile questa finzione e soprattutto ti chiedi cos’hai fatto di male nella tua vita precedente per esserti meritata un tale ruolo da outsider.

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Il dolore passa, il vuoto rimane.

E’ come se i “recenti” avvenimenti mi avessero marchiata in modo indelebile.

E’ come se sapessi che niente sarà mai più come prima.

Esco, mi diverto, faccio quel che devo fare, ma la mente ci ricasca sempre.

Mi forzo ad andare avanti “come una persona normale”, di apparire una persona normale. Ma dentro di me nulla sarà più “normale”.

Molto probabilmente non sarò mai più in grado di amare e/o fidarmi ciecamente di qualcuno.

Nella mia vita ne ho viste, fatte e passate di ogni, ma tutto mi è sempre scivolato addosso più o meno facilmente.

Stavolta invece è diverso. Mi sento come se fossi stata compromessa per sempre. Come se avessi una lettera scarlatta incisa sulla pelle.

Come se avessi fatto qualcosa di irreversibile.

Come se avessi abortito o molto peggio, ucciso qualcuno.

Eppure non ho fatto nulla di nemmeno lontanamente paragonabile.

IO non ho fatto proprio un bel niente.

E ciò che è più assurdo è che invece la persona che TANTO HA FATTO da mettermi in questa situazione non si starà ponendo nemmeno il minimo problema.

Ultimamente me lo ripeto sempre. E’ diventata una sorta di motto, di formula magica. Di obiettivo in assenza di altri obiettivi.

Fai la cosa giusta.

E’ l’unica cosa che mi fa andare avanti da quando mi è crollata la terra sotto i piedi: l’idea di star “facendo la cosa giusta” e che prima o poi verrò ricompensata.

Ma come si fa a sapere quale sia davvero la cosa giusta? Non si può saperlo con certezza. Ma credo che basti guardarsi dentro per capire qual è la cosa giusta da fare in ogni momento. Basta ascoltare la propria coscienza.

Nel mio caso ad esempio la “cosa giusta” consiste nel non adagiarmi e nell’uscire dalla mia “zona di comfort”. Quella specie di limbo malefico che ti attira a sé e ti culla, salvo poi mangiarsi fuori tutta la tua vita e il tuo tempo prezioso dando origine a mille insicurezze e sensi di colpa con gravi ripercussioni anche a livello di autostima.

Fare la cosa giusta per me in questo momento è “fare il contrario di ciò che mi risulterebbe comodo”.

Uscire dagli schemi. Uscire dalle rotaie. Uscire dalle abitudini.

Costa tantissimo, ma so che ripaga.

Ogni giorno mi “violento” imponendomi di uscire dalla mia zona di comfort. Se dovessi paragonarlo a una sensazione reale lo paragonerei ad una doccia gelata.

Non è facile. Ma non mi stancherò mai di ripeterlo (e soprattutto ripeterMElo): “Nulla che abbia un significato è facile. Facile non rientra nella vita degli adulti”.

E avanti così.

Sperando che un giorno questo peso e questo vuoto che mi porto dentro spariscano per sempre.

Non è facile tirare avanti. Non è per niente facile nelle mie condizioni.

Ok, una delle mie citazioni preferite tratta dal film “The Weather Man” dice “nulla che abbia un significato è facile, “facile” non rientra nella vita degli adulti”, però perchè per me deve essere sempre tutto così difficile? Ogni minima cosa mi richiede uno sforzo sovrumano.

Anche le cose che faccio per “svagarmi” mi pesano e mi provocano angoscia.

E’ assurdo.

E questa cosa mi sta rovinando.

A volte mi chiedo cosa io ci stia a fare. E se non sarebbe giusto porre fine a questo supplizio una volta per tutte.

… mi ero messa a dieta strettissima per te, pur non avendone necessità.
Andavo in palestra più che potevo per te, anche quando ero stanca e non me la sentivo.
Ho dato il massimo nello studio per te, perchè volevo dimostrarti quanto valevo e di cosa ero capace.
Avevo cucinato per te. Io che di solito per me non cucino mai.
Avevo comprato un completino intimo di pizzo rosso per te, e avevo intenzione di comprarne anche degli altri. Io che di solito vado avanti a biancheria spaiata low cost.
Volevo comprare un paio di polsiere da bondage per te, perchè mi avevi detto che ti sarebbe piaciuto provare. Ma per fortuna il mio sesto senso mi ha suggerito di aspettare ad ordinarle.
Uscivo con gli amici per te, e mi sbronzavo per te. Anche se tu non c’eri. Ma volevo mostrarti quanto ero autonoma e “figa” e quanto avessi una vita sociale esaltante.
Avevo ridotto le ore di sonno per te, perchè si sa, chi dorme non piglia pesci.
Avevo gli esaurimenti per te, perchè nonostante tutto questo, sentivo che ancora non era abbastanza, che ancora non ERO abbastanza.

Una settimana prima che tu mi buttassi via come un sacco di spazzatura senza alcun motivo plausibile, mi proponesti di scendere a trovarti per 3-4 giorni dicendomi che anche se una mattina dovevi lavorare sarei potuta rimanere da sola a casa tua, continuare a dormire e poi magari approfittarne della tua assenza per studiare.
E ti avrei voluto preparare una sorpresa per quando saresti tornato. Una sorpresa con le polsiere, le corde, le candele, gli stivaloni neri in pvc, e una benda per gli occhi. Mi eccitavo solo al pensiero.

Mi sentivo così sotto pressione, ma al contempo era come se dessi un significato alla mia esistenza senza senso.
Desideravo entrare a far parte della tua vita, conoscere di persona la gente di cui mi avevi sempre parlato e vedere i posti che mi avevi descritto.
Mi ero perfino fatta piacere l’idea di andare al mare.

E invece hai deciso di rimetterti con quella sciacquetta. Nonostante a tuo dire fosse così “standard”.
Con quel manico di scopa insipido che ha bisogno di tingersi i capelli di blu altrimenti non la noterebbe anima viva.

Boh… Io continuo a non capire…

Facciamo FINTA che i fatti recenti ormai siano acqua passata e che io, subconscio bastardo permettendo, abbia ormai voltato pagina (come dovrei aver fatto e come la persona equilibrata che NON sono avrebbe già fatto da tempo).
Facciamo finta che vada tutto relativamente bene, così come obiettivamente da una visione esterna potrebbe sembrare: è estate, ho dato 4 esami in questa sessione ed è in arrivo l’ultimo prima delle “vacanze” e poi me ne rimarranno “solo” 5 prima di prendere la laurea magistrale. Sono dimagrita e tutto sommato nell’aspetto, nonostante mille difetti come tutti, complessivamente mi difendo bene.
Non ho morosi rompicoglioni in mezzo alle balle o potenziali cornificatori di cui preoccuparmi.
Ho un mio rifugio dove vivo praticamente sola, nessuno mi rompe i cosiddetti e potenzialmente posso fare quel diavolo che voglio ma posso tornare a farmi coccolare da mammà ogni volta che mi pare. E non sono in particolari difficoltà economiche. Ovvio, non posso certo permettermi di spendere e spandere a mio piacimento, ma i soldi per le necessità e qualche piccolo capriccio ci sono.
Alla luce di tutto questo dovrei essere una persona FELICE. Cioè fossì un altro penserei “ma sta qua di che cazzo si lamenta??”.
Eppure non è così. Eppure sono una farmacia ambulante e vado avanti ad antidepressivi/ansiolitici come fossero caramelle. Eppure ho qualcosa dentro che mi dilania.
A volte mi chiedo se in passato io abbia combinato qualche guaio irreversibile che il mio cervello ha rimosso ma che continua a perseguitarmi non lasciandomi pace. Ma sinceramente non mi sembra.
Oggi per scherzare l’ho perfino chiesto a mia madre: “Ma per caso ho ammazzato qualcuno e non me lo ricordo?? Scommetto che nemmeno Erica di Novi Ligure si sente la coscienza così pesante…”.
Si ok, ho avuto le mie esperienze toste e per citare Blade Runner “ho visto cose che voi umani non potreste neanche immaginare”. Ma sono cose che IO ho voluto vedere. Situazioni in cui IO mi son voluta più o meno consapevolmente cacciare e che nella pratica non hanno avuto alcuno strascico né alcuna conseguenza e che, al contrario, mi hanno dotata di un nutrito repertorio di assurdi e divertenti aneddoti/storie di vita da raccontare che non fanno che rendermi una persona “interessante” e diversa da molte altre mie coetanee.
Un pò a volte mi vergogno di me stessa. Mi guardo attorno e vedo persone che vivono situazioni di difficoltà nemmeno paragonabili alla mia ma che nonostante tutto hanno ancora speranza e forza di andare avanti giorno dopo giorno. Mentre io, inspiegabilmente, vivo ogni giorno come se fosse un supplizio e la vita mi sembra una via crucis.
Non so perchè. Davvero.
Ho la costante sensazione di star buttando via la mia vita. E questo mi tormenta.
Ma ora sto meglio, quindi ne approfitterò per mettermi a fare qualcosa di costruttivo. Tipo studiare per l’ultimo esame della sessione.
Adios.

Ho ancora nel ripostiglio due sacchetti di tortillas e un vasetto di salsa messicana “nonsochediavolocisiadentro” dal colore rosso che avevo comprato col bastardo l’ultima volta che era venuto a trovarmi.
Non fraintendetemi, a me piacciono le tortillas, anzi le adoro. Di solito non riesco ad aprire un sacchetto senza finirlo nel giro di poco tempo. Sono come una droga. Ma quei due sacchetti sono ancora lì da più di un mese. Non riesco a toccarli.
L’ultima volta che è andato via gli ho chiesto se volesse portarseli dietro, così, da mangiare durante il viaggio in treno, ma lui non li ha voluti.
In quel momento pensai che le avremmo mangiate la prossima volta che sarebbe venuto a trovarmi. Ma una prossima volta non c’è più stata. E non ci sarà mai più.
Ho provato invano a rifilarli ai miei coinquilini, ma niente di fatto.
E quei due stramaledetti sacchetti e quel vasetto sono ancora lì, che mi guardano malinconici ogni volta che vado nel ripostiglio a prender qualcosa.
Non le mangio perchè carboidrati + sale = festival della ritenzione idrica. Non le mangio perchè fanno ingrassare e la mia già fin troppo filiforme linea ne risentirebbe. Non le mangio perchè cibo e pensieri tristi ultimamente non vanno per niente d’accordo.
Ultimamente l’appetito se n’è andato e mangio solo per dare un po’ di sollievo al mio stomaco disastrato. E in ogni caso mangio solo roba “sana”, non ricerco il piacere attraverso il cibo. Non mi interessa. E’un po come se il mio appetito fosse in sciopero. Sciopera contro il mio stato d’animo. O forse è un modo per preservarlo dandomi un briciolo di soddisfazione quando mi guardo allo specchio.
Magra consolazione. In tutti i sensi.
Credo che li lascerò lì, in attesa del momento giusto. Un momento felice. Magari la prossima volta che avrò ospiti a casa o boh. Basta che sia un momento abbastanza spensierato da impedirmi di tornare con la mente a quando li ho comprati. Tanto non scadono se non tra qualche anno. E se da qui ad allora le cose non saranno migliorate beh… qualcosa mi dice che io “scadrò” molto prima di loro.

Questo pezzo mi sta accompagnando in questo periodo dimmerda.

Ironia della sorte, è uscito su youtube esattamente un paio di giorni dopo la mia caduta nel baratro. Ho sentito il testo e mi sono impressionata perchè sembra scritto apposta per me in questo momento.

Ma riflettendoci bene è il classico testo dei Subsonica in cui tutti più o meno ci si ritrovano.

Tra l’altro tra pochi giorni andrò a sentirli in concerto (evviva!!!)

Tra l’altro per un attimo avevo individuato Davide Dileo aka. Boosta come mio possibile uomo ideale, per poi scoprire pochi secondi dopo che è sposato con Fernanda Lessa da cui ha anche avuto due figlie. Mainaggioia.

Ad ogni modo questo pezzo è cascato a fagiolo e me lo ascolto almeno 3 volte ogni giorno per farmi coraggio.

Lo dedico a tutti quelli che come me stanno passando un periodo di merda, che dopo un brutto tiro mancino della vita non riescono più a trovare un senso nelle cose che li circondano. Che vedono buio dove fino a poco prima c’era un minimo spiraglio di luce in lontananza. Dobbiamo tener duro in vista di tempi migliori.

Ma soprattutto…

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Non sono una piagnona.

Anche se ultimamente posso sembrarlo.

Non è mia abitudine morire dietro ai tipi che non mi cagano. Non mi era mai successo.

Se sto così male ora non è semplicemente perchè un “tipo figo (che poi non era nemmeno così figo) mi ha piantata in asso per tornare con l’ex”, di quello non me ne frega un emerito.

Se sto così male è soprattutto perchè ho perso un amico.

Credevo di potermi fidare al 100% di questa persona e invece senza uno straccio di spiegazione ha rinnegato tutto quello che mi aveva detto fino a poche ore prima.

Non ha avuto mai motivo di mentirmi.

A me andava bene così. E se provava ancora qualcosa per lei poteva dirmelo.

Poteva “divertirsi” con me anche senza farmi promesse, lo sapeva benissimo.

Eppure le ha fatte. Senza che gli fossero mai state chieste.

Se era solo una scopata quello che volevi potevi prendertela e andartene. E poi una volta levato lo sfizio tornare con lei.

Saremmo rimasti comunque in ottimi rapporti.

Allora perchè hai voluto illudermi dicendomi che “ormai ti sentivi mio”, che ai concerti quando le tipe ci provavano con te le rifiutavi dicendo che “eri impegnato” e mi assicuravi giurandomi e rigiurandomi che ormai la tua ex per te era del tutto indifferente??

NON HO MAI PRETESO NULLA DA TE SE NON L’AMICIZIA.

Non ti ho mai puntato il dito contro. Non sono mai stata gelosa. Ero pronta a capirti in qualsiasi scelta tu avessi fatto, MA NO.

Hai voluto illudermi, hai voluto farmi entrare a far parte della tua vita e viceversa, hai voluto farmi sentire “al sicuro”, hai voluto diventare indispensabile per me e poi mi hai scaricata nel cassonetto come un sacco d’immondizia.

Mi hai buttata via come ragazza, come amante, come amica e come persona.

E ora mi vieni a dire che “non possiamo più nemmeno sentirci perchè devi riconquistarti la fiducia della tua ex a cui ormai hai confessato tutto quello che è successo tra noi”.

Sapevi anche del mio status psicologico non particolarmente stabile.

Sapevi che ero (e sono tutt’ora) sotto esami.

Sapevi praticamente tutto di me. E io credevo di saper tutto di te.

E invece mi sbagliavo.

Allora sai che ti dico?

CHE SEI UN GRANDISSIMO PEZZO DI MERDA.

SEI LA PERSONA PIU SCHIFOSA CHE IO ABBIA MAI CONOSCIUTO.

CHE PER ME SEI MORTO

CHE ALL’INFERNO DOVREBBERO CREARE UN GIRONE APPOSTA PER I PEZZI DI MERDA COME TE.

SPERO CHE LA TUA EX TI RIEMPIA DI CORNA DA NON PASSARE PIU SOTTO AI PONTI, CHE TI ATTACCHI QUALCHE FASTIDIOSA MALATTIA VENEREA E CHE AL CONTRARIO TI TENGA COL GUINZAGLIO ELETTRICO ATTORNO AI GENITALI OGNI VOLTA CHE ESCI (come già più o meno faceva).

SPERO CHE LA TUA BAND DI MERDA FALLISCA MISERAMENTE E CHE I TUOI AMICI SI COMPORTINO ESATTAMENTE COME TU HAI FATTO CON ME.

STRONZO! (senza offesa per gli stronzi eh…)

Il mondo va avanti

La vita va avanti

Lui va avanti (il problema nemmeno si poneva)

Le persone deluse e tristi vanno avanti

Allora perchè io non riesco ad andare avanti?

Perchè NON RIESCO a passare oltre e con la testa son sempre ossessivamente lì?

Mi viene in mente l’episodio di True Blood in cui Hoyt si fa ammaliare dalla vampira Jessica affinchè gli cancelli dalla mente tutti i ricordi lei e di Jason. A volte vorrei che questo potere esistesse davvero. Assoldare un vampiro che mi fissi negli occhi e mi dica “tu non hai mai conosciuto A., non siete mai stati amici, e non avete mai avuto una storia. Semplicemente lui non esiste, ora è uno sconosciuto qualunque”.

Perchè per come si è comportato lui ormai per me non dovrebbe nemmeno esistere. Per me lui dovrebbe essere MORTO.